La Natura per Carrano

La natura e’ il tema centrale sul quale si sofferma la pittura di Antonio Carrano. Meglio insiste sulle immagini che essa sollecita in quel processo di trasferimento dei dati della visione al registro di un astrazione,verso le forme ,cioe,’ di un naturalismo astratto che l’artista ha filtrato dalla pittura di Enzo Brunori, suo maestro all’Accademia di belle Arti di Roma. La scelta,per il giovane artista salernitano da tempo trasferitosi a Roma,e’ di guardare al testo narrativo della natura: una scelta apparsa ben chiara sin dalle opere degli esordi. E’ proprio con una di queste che vince il premio” H.C.Andersen”, indetto dall Accademia Nazionale di S.Luca ,un dipinto segnato da rimandi ad un registro lirico, con tracce di paesaggio ,ricomposto in una sorta di spazio modulato e vibrante, ricco di suggestioni desunte da Cezanne.
 
Sono sollecitazioni che,miste ad uno sguardo che legge le esperienze del post-cubismo italiano della seconda meta’degli anni Quaranta, appaiono piu evidenti nella tela intitolata Specchio argento .Carrano orienta cosi’ il suo interesse verso il paesaggio dei suoi luoghi d’origine,la Costa di Amalfi e piu’ in generale del Mediterraneo: e’ lo spazio inondato dalla luce e il conseguente studio del chiaroscuro ad incuriosire la sua attenzione. Sono questi elementi che determinano,di volta in volta,la scelta di una tecnica che, se da un lato lo porta a prediligere il disegno ad inchiostro o a matita nera appena schizzato, dal tratto rapido come quelli realizzati nel corso di un lungo viaggio in India, dall’altro,vale adire in pittura, lo porta ad una maggiore costruzione dei piani, muovendo sulle trasparenze di colori luminosi.
 
Nascono dipinti quali  La scogliera, un quadro dedicato ad Atrani, Visione autunnale  e il bellissimo Pioggia. Ques’ultimo in particolare manifesta quel procedere verso una maggiore scomposizione dei piani luminosi, insistendo su contrasti fra tinte calde e fredde,riproponendo le atmosfere sognanti di Ravello.alle quali l’artista si e’ ispirato. Lo sguardo di Carrano spazia ancora su tutta la scena, sull’insieme della veduta, in tal senso penso ad opere quali Rosso Amalfi  e Barche ( Atrani ) ,dove il campo di osservazione si restringe, portando l’artista ad avvicinarsi maggiormente al “soggetto”.Lo fa interpretando il valore immaginativo del dettaglio, per annullare definitivamente qualsiasi referenzialita’.
 
Tutto cio’ e’ in virtu’ di un maggior interesse per la “materia”: ne sono evidenza le lucide superfici rosse dei peperoni, o quelle delle barche incrostate di vernici. La rete e Rosso Amalfi 2  evidenziano un ulteriore processo di sintesi,sia sul piano compositivo che mostra il ricorso ad un segno marcato, espressivo, sia su quello del colore dato a larghe macchie, vibranti di bianchi che modulano la luce.
Massimo Bignardi